Tutto pronto per la XXI Edizione della Falerno Fest a Falciano del Massico.
Un percorso alla scoperta del Vino Falerno, in cui arte, cultura e tradizione si mischiano all’odore, al colore ed al sapore intenso di questo meraviglioso prodotto, che fonda le sue radici in secoli di storia.
Un programma ricco di eventi in una location unica, capace di introdurre ogni visitatore ad un percorso di gusti e sapori unici nel loro genere.
Ad accompagnare il famigerato Vino Falerno, infatti, numerosi prodotti enogastronomici provenienti da questo stesso territorio.
E poi spazio all’arte, alla musica popolare, alle visite guidate, a spettacoli itineranti e molto altro.
Qui di seguito il programma integrale dell’evento che si svolgerà nelle date del 27 – 28 e 29 Settembre 2019.
Buon Falerno Fest a tutti..!

Tutto pronto per la XXI Edizione della Falerno Fest a Falciano del Massico.
Un percorso alla scoperta del Vino Falerno, in cui arte, cultura e tradizione si mischiano all’odore, al colore ed al sapore intenso di questo meraviglioso prodotto, che fonda le sue radici in secoli di storia.
Un programma ricco di eventi in una location unica, capace di introdurre ogni visitatore ad un percorso di gusti e sapori unici nel loro genere.
Ad accompagnare il famigerato Vino Falerno, infatti, numerosi prodotti enogastronomici provenienti da questo stesso territorio.
E poi spazio all’arte, alla musica popolare, alle visite guidate, a spettacoli itineranti e molto altro.
Qui di seguito il programma integrale dell’evento che si svolgerà nelle date del 27 – 28 e 29 Settembre 2019.
Buon Falerno Fest a tutti..!

Tradizione & Innovazione

 

La prima festa del vino Falerno risale al 1998 col titolo di “Immortale Falernum”. E’ dal 2017 che l’evento cambia nome in Falerno Fest e si evolve in un vero e proprio momento di celebrazione e conoscenza del vino e dell’intero territorio, cominciando a dar spazio a tutte le realtà e alle eccellenze locali. Divertimento, cultura, storia, musica e degustazioni sono gli ingredienti che contraddistinguono una tre giorni ricca di appuntamenti, che mira a valorizzare una terra troppo spesso trascurata e denigrata, attirando curiosi da molte regioni d’Italia. «Il nostro è un territorio sano e i suoi prodotti sono eccellenze da valorizzare – ha chiarito il Sindaco Erasmo Fava durante la presentazione della XX edizione del Falerno Fest. E’ il primo traguardo che mi sono prefisso, la prima battaglia da combattere tutti uniti. Siamo lieti che la Regione Campania abbia riconosciuto tutto questo premiando il nostro Falerno Fest primo progetto della provincia di Caserta, e quinto a livello regionale. Il finanziamento ottenuto è un riconoscimento al lavoro svolto e uno sprone ad aumentare l’impegno per portare avanti il nostro marchio e le nostre ricchezze. Quello della viticoltura è un settore in forte crescita, e i vitigni della nostra provincia hanno tutte le carte in regola per far crescere Terra di lavoro. Vi aspettiamo numerosi il 27, 28 e 29 settembre per condividere momenti culturali, tanto divertimento e rappresentazioni teatrali».

Tradizione & Innovazione

 

La prima festa del vino Falerno risale al 1998 col titolo di “Immortale Falernum”. E’ dal 2017 che l’evento cambia nome in Falerno Fest e si evolve in un vero e proprio momento di celebrazione e conoscenza del vino e dell’intero territorio, cominciando a dar spazio a tutte le realtà e alle eccellenze locali. Divertimento, cultura, storia, musica e degustazioni sono gli ingredienti che contraddistinguono una tre giorni ricca di appuntamenti, che mira a valorizzare una terra troppo spesso trascurata e denigrata, attirando curiosi da molte regioni d’Italia. 

Tutto in un sorso

 

Il XXI Falerno Fest si aprirà con l’attesissimo “Vino del Contadino”, il concorso che dà spazio agli imprenditori consentendogli di presentare le loro singolari produzioni. Ad assegnare i punti per stilare la classifica finale sarà una giuria composta da esperti e bevitori amatoriali, dopo aver assaporato le diverse tipologie di vino. La degustazione offrirà l’opportunità di conoscere tre varianti: il Falerno del Massico bianco, prodotto con il vitigno falanghina; il Falerno del Massico rosso, vinificato con uve aglianico e piedirosso, con l’eventuale aggiunta minima di vitigni a bacca rossa autorizzati; il Falerno del Massico primitivo, prodotto utilizzando uve del vitigno a bacca nera primitivo.

Riflettori sull’Ager Falernus

 

Il Falerno del Massico è un vino DOC la cui produzione è consentita nella parte settentrionale della provincia di Caserta, conosciuta anche come Ager Falernus, il territorio che comprende gli attuali comuni di Mondragone, Falciano del Massico, Carinola, Sessa Aurunca e Cellole. 

Un brindisi alle eccellenze locali

 

Oltre alla scoperta e degustazione del vino Falerno, l’evento darà ampio spazio ad altre tipicità ed eccellenze locali: la mozzarella, i famosi dolci chiamati uanti e gli inimitabili taralli auciati. Ci saranno spettacoli, rappresentazioni, opere di gruppi folkloristici e sbandieratori, percorsi di visite guidate alla scoperta del museo del vino, e delle ville rustiche ristrutturate e riaperte al pubblico nel 2016.

Tutto in un sorso

 

Il XXI Falerno Fest si aprirà con l’attesissimo “Vino del Contadino”, il concorso che dà spazio agli imprenditori consentendogli di presentare le loro singolari produzioni. Ad assegnare i punti per stilare la classifica finale sarà una giuria composta da esperti e bevitori amatoriali, dopo aver assaporato le diverse tipologie di vino. La degustazione offrirà l’opportunità di conoscere tre varianti: il Falerno del Massico bianco, prodotto con il vitigno falanghina; il Falerno del Massico rosso, vinificato con uve aglianico e piedirosso, con l’eventuale aggiunta minima di vitigni a bacca rossa autorizzati; il Falerno del Massico primitivo, prodotto utilizzando uve del vitigno a bacca nera primitivo.

Riflettori sull’Ager Falernus

 

Il Falerno del Massico è un vino DOC la cui produzione è consentita nella parte settentrionale della provincia di Caserta, conosciuta anche come Ager Falernus, il territorio che comprende gli attuali comuni di Mondragone, Falciano del Massico, Carinola, Sessa Aurunca e Cellole. 

Un brindisi alle eccellenze locali

 

Oltre alla scoperta e degustazione del vino Falerno, l’evento darà ampio spazio ad altre tipicità ed eccellenze locali: la mozzarella, i famosi dolci chiamati uanti e gli inimitabili taralli auciati. Ci saranno spettacoli, rappresentazioni, opere di gruppi folkloristici e sbandieratori, percorsi di visite guidate alla scoperta del museo del vino, e delle ville rustiche ristrutturate e riaperte al pubblico nel 2016.

Tra mito e storia: le origini del Falerno

Il Falerno del Massico è un vino dalle antichissime e nobili origini, che vanta ben 2000 anni di storia. È prodotto in provincia di Caserta, alle pendici del Monte Massico, in un territorio ritenuto altamente vocato per la coltivazione della vite, fin dal tempo degli antichi Romani. Si tratta, infatti, del discendente del celebre vino romano Falernum, ritenuto tra i migliori rossi in assoluto dagli imperatori e dai Patrizi di Roma. L’Ager Falernus può essere considerato il primo territorio che ha prodotto un vino a Denominazione di Origine Controllata; sulle anfore che lo contenevano venivano indicati il luogo di origine e la data di produzione. Proprio perché ritenuto molto pregiato, la pigiatura doveva seguire un rituale codificato: gli schiavi pigiavano l’uva danzando al ritmo delle musiche sacre; il Falerno veniva poi lasciato invecchiare per tanti anni, e prima di poter essere consumato venivano aggiunti miele, acqua di mare e spezie. Ma secondo una leggenda la vera origine è legata al dio Bacco. Si narra che sulle falde del monte Massico, precisamente a Falciano del Massico, un giorno Bacco comparve sotto mentite spoglie a un agricoltore di nome Falerno, chiedendogli ospitalità. Nonostante le umili e difficili condizioni, l’anziano lo accolse con grande generosità e gli offrì tutto quanto aveva: latte, miele e frutta. Colpito dal gesto dell’agricoltore, il dio decise di premiarlo trasformando il suo latte in vino. Falerno si addormentò dopo averlo assaggiato e fu proprio allora che Bacco trasformò tutto il declivio del monte Massico in floridi e lussureggianti vigneti, dando inizio alla storia più bella che mai un vino abbia potuto raccontare.

Di sicuro, è storia che nessun vino sia stato così famoso e decantato quanto il falerno, primo DOC della storia enologica mondiale, ancora oggi considerato una perla dell’enologia italiana. Nella Roma Antica era uno dei vini più prestigiosi e indicava un vero e proprio status symbol. Tanti scrittori celebri lo citarono; oltre a Catullo e Cicerone, Petronio lo riporta nella famosa cena di Trimalcione del Satyricon, quale simbolo di ricchezza e potere. Ciò nonostante, con la decadenza dell’Impero romano si persero le tracce di questo mitico vino. La riscoperta della zona di produzione dell’area del Monte Massico cominciò nel corso dell’800, ma solo negli ultimi 40 anni alcuni produttori del territorio hanno deciso di recuperare la grande tradizione riproponendo un vino che potesse richiamare alla memoria il famoso nettare dei tempi degli Antichi Romani.

Tra mito e storia: le origini del Falerno

Il Falerno del Massico è un vino dalle antichissime e nobili origini, che vanta ben 2000 anni di storia. È prodotto in provincia di Caserta, alle pendici del Monte Massico, in un territorio ritenuto altamente vocato per la coltivazione della vite, fin dal tempo degli antichi Romani. Si tratta, infatti, del discendente del celebre vino romano Falernum, ritenuto tra i migliori rossi in assoluto dagli imperatori e dai Patrizi di Roma. L’Ager Falernus può essere considerato il primo territorio che ha prodotto un vino a Denominazione di Origine Controllata; sulle anfore che lo contenevano venivano indicati il luogo di origine e la data di produzione. Proprio perché ritenuto molto pregiato, la pigiatura doveva seguire un rituale codificato: gli schiavi pigiavano l’uva danzando al ritmo delle musiche sacre; il Falerno veniva poi lasciato invecchiare per tanti anni, e prima di poter essere consumato venivano aggiunti miele, acqua di mare e spezie. Ma secondo una leggenda la vera origine è legata al dio Bacco. Si narra che sulle falde del monte Massico, precisamente a Falciano del Massico, un giorno Bacco comparve sotto mentite spoglie a un agricoltore di nome Falerno, chiedendogli ospitalità. Nonostante le umili e difficili condizioni, l’anziano lo accolse con grande generosità e gli offrì tutto quanto aveva: latte, miele e frutta. Colpito dal gesto dell’agricoltore, il dio decise di premiarlo trasformando il suo latte in vino. Falerno si addormentò dopo averlo assaggiato e fu proprio allora che Bacco trasformò tutto il declivio del monte Massico in floridi e lussureggianti vigneti, dando inizio alla storia più bella che mai un vino abbia potuto raccontare.

Di sicuro, è storia che nessun vino sia stato così famoso e decantato quanto il falerno, primo DOC della storia enologica mondiale, ancora oggi considerato una perla dell’enologia italiana. Nella Roma Antica era uno dei vini più prestigiosi e indicava un vero e proprio status symbol. Tanti scrittori celebri lo citarono; oltre a Catullo e Cicerone, Petronio lo riporta nella famosa cena di Trimalcione del Satyricon, quale simbolo di ricchezza e potere. Ciò nonostante, con la decadenza dell’Impero romano si persero le tracce di questo mitico vino. La riscoperta della zona di produzione dell’area del Monte Massico cominciò nel corso dell’800, ma solo negli ultimi 40 anni alcuni produttori del territorio hanno deciso di recuperare la grande tradizione riproponendo un vino che potesse richiamare alla memoria il famoso nettare dei tempi degli Antichi Romani.

Nel 1989 il Falerno del Massico ha ottenuto il riconoscimento DOC, la Denominazione d’Origine Controllata che in enologia certifica la zona di origine dell’uva utilizzata per la produzione. Una dicitura che garantisce un prodotto di qualità, che deve le sue particolari caratteristiche all’ambiente naturale e ai fattori umani, nel rispetto di uno specifico disciplinare di produzione approvato con decreto ministeriale.

Prima di essere messi in commercio, infatti, i vini DOC sono sottoposti ad un’analisi chimicofisica e ad un esame organolettico che confermi il rispetto dei requisiti previsti. Il marchio fu ideato negli anni cinquanta dall’avvocato romano Rolando Ricci, funzionario dell’allora Ministero dell’Agricoltura. Il disciplinare prevede anche la versione Falerno del Massico Bianco a base di falanghina (minimo 86%) ma la tradizione del territorio è legata alla produzione di vini rossi. La zona di produzione è oggi limitata al territorio di pochi comuni della provincia di Caserta: Carinola, Cellole, Falciano del Massico, Mondragone e Sessa Aurunca.

Nel 1989 il Falerno del Massico ha ottenuto il riconoscimento DOC, la Denominazione d’Origine Controllata che in enologia certifica la zona di origine dell’uva utilizzata per la produzione. Una dicitura che garantisce un prodotto di qualità, che deve le sue particolari caratteristiche all’ambiente naturale e ai fattori umani, nel rispetto di uno specifico disciplinare di produzione approvato con decreto ministeriale.

Prima di essere messi in commercio, infatti, i vini DOC sono sottoposti ad un’analisi chimicofisica e ad un esame organolettico che confermi il rispetto dei requisiti previsti. Il marchio fu ideato negli anni cinquanta dall’avvocato romano Rolando Ricci, funzionario dell’allora Ministero dell’Agricoltura. Il disciplinare prevede anche la versione Falerno del Massico Bianco a base di falanghina (minimo 86%) ma la tradizione del territorio è legata alla produzione di vini rossi. La zona di produzione è oggi limitata al territorio di pochi comuni della provincia di Caserta: Carinola, Cellole, Falciano del Massico, Mondragone e Sessa Aurunca.

Accostamenti vincenti

Gli esperti consigliano di degustare il Falerno del Massico a una temperatura di 16/18 °C, e di abbinarlo a primi piatti dal sapore intenso, quale ragù di carne, oppure a secondi piatti di carni rosse alla brace, tagliata di manzo, arrosti e brasati. La gradazione alcolica minima è di 12% per il Rosso e 12,50% per il Primitivo. Entrambi, prima di essere venduti, vanno sottoposti a un invecchiamento di almeno 12 mesi.

Accostamenti vincenti

Gli esperti consigliano di degustare il Falerno del Massico a una temperatura di 16/18 °C, e di abbinarlo a primi piatti dal sapore intenso, quale ragù di carne, oppure a secondi piatti di carni rosse alla brace, tagliata di manzo, arrosti e brasati. La gradazione alcolica minima è di 12% per il Rosso e 12,50% per il Primitivo. Entrambi, prima di essere venduti, vanno sottoposti a un invecchiamento di almeno 12 mesi.

IL PROGRAMMA FALERNO FEST 2019

E-MAIL: info@falernofest.it

TELEFONO: 339 683 1370